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- La Fabbrica Ritrovata
- Il Contado e la Villa
Il Tempo scorre nella Fabbrica Ritrovata
Riscoprire una fabbrica dimessa attraverso l’arte significa andare ad indagarne l’anima poetica che la caratterizza. Infatti un sito industriale abbandonato è un luogo molto particolare, che racchiude in sé, allo stesso tempo, le tracce della vita passata e di quella presente. Un tempo era un luogo deputato al lavoro, brulicante di uomini e caratterizzato da un rumore continuo. Oggi il silenzio lo avvolge, così come le piante arrampicate sui suoi muri. La zona di Varese ed in particolare della Valle Olona è estremamente affascinante. Infatti le grandi fabbriche dismesse si concentrano sul fondovalle, dove oggi è stato creato il Parco del Medio Olona e dove la Natura si è presa, in un certo senso, la sua rivincita sull’uomo, andando ad appropriarsi di tutti quei luoghi da cui un tempo era bandita.
I linguaggi espressivi diventano un’occasione per conoscere questo territorio e una parte della sua storia, e questa ricerca permetterà la concretizzazione di un progetto che punta a cogliere il genius loci di questi luoghi. Questo progetto vuole stimolare la riflessione, capire come la presenza delle industrie abbia condizionato lo sviluppo del territorio, cosa ne ha portato alla decadenza, successivamente all’abbandono, e allo stesso tempo esortare la popolazione e le amministrazioni a lavorare per il recupero e la valorizzazione di questo immenso patrimonio.
Si effettueranno ricerche atte a comprendere le dinamiche industriali e le influenze reciproche tra industria e territorio. Gli elementi che saranno parte integrante della costruzione degli eventi performativi saranno da un lato la struttura architettonica e artistica dei siti industriali, dall’altra i fattori culturali che hanno caratterizzato il periodo di attività delle industrie e quello successivo.
Le potenzialità culturali di questo progetto lo rendono particolarmente appetibile anche da un punto di vista di rilancio turistico del territorio, che si possa basare oltre che sull’intrattenimento anche sull’approfondimento culturale.
La progettualità
L’idea alla base del progetto è quella di creare un evento articolato in una mostra fotografica dedicata all’archeologia industriale e una performance sul medesimo tema che si andrà ad allestire in diversi siti industriali dimessi o in fase di recupero del territorio della Valle Olona. Questo progetto può proporsi come un catalizzatore di risorse e di enti locali, i quali potrebbero arricchirsi di un ulteriore valore artistico e culturale grazie all’aggiunta di questa proposta all’interno del loro calendario. Questo progetto si pone l’ambizioso obiettivo di rafforzare il sentimento di appartenenza al territorio e allo stesso tempo di creare un “archivio storico visibile e vivo” di cui le persone si sentano partecipi. Per questo motivo la progettualità si svilupperà nel tempo e in modo graduale per riuscire a sviluppare una coscienza diversa per usufruire della cultura.
Destinatari. l progetto si rivolge in particolare alle popolazioni del territorio che potranno così riscoprire questi luoghi da punti di vista diversi, e forse sconosciuti, Inoltre, come già accennato, non si devono sottovalutare i possibili risvolti turistici dell’evento che permetterebbero la diffusione della cultura e delle tradizioni della zone anche verso persone provenienti da altre provincie se non da altre nazioni. La performance in particolare sarà pensata per essere adatto a tutte le fasce d’età, in modo che possa divenire un’occasione concreta per le famiglie di divertimento ma allo stesso tempo di formazione culturale.
Il Contado e la Villa
Il progetto è consistito nell’organizzazione di un percorso culturale tra teatro, tradizione e storia locale che si interessi di promuovere e legare con il territorio uno dei siti storici più importanti della provincia di Varese: Villa Della Porta Bozzolo, Casalzuigno (VA).
Sorta nel Cinquecento come villa di campagna, divenne poi nobile dimora di rappresentanza e fu arricchita, nella prima metà del XVIII secolo, da un imponente giardino all'italiana, tra le più maestose e armoniche creazioni di architettura verde oggi superstiti in Italia. Gli ambienti interni conservano uno dei cicli decorativi più sofisticati e unitari del Settecento lombardo, attribuibile prevalentemente alla bottega del varesino Magatti. Il corpo della villa è affiancato da interessanti rustici, fra i quali stalle, scuderie, cantine, granai ed un monumentale torchio.
Il progetto si è concretizzato con la creazione di una serie di eventi che hanno raccontato la storia della Villa correlata alla storia del territorio e alla storia del teatro nel ‘500, nel ‘700 e nell’800.
Inoltre il progetto ha previsto la documentazione scritta del lavoro svolto, dall’ideazione, alla ricerca all’attuazione, che si concluderà con la realizzazione di una pubblicazione atta a testimoniare il valore culturale ed artistico di un evento di questo tipo.
I volumi attualmente pubblicati sono:
- SERENA PILOTTO, ANGELA VIOLA (a cura di), Il contado e la villa, l'affascinante villa Della Porta-Bozzolo nel '700, Arona, X.Y.IT Editore, 2009.
È in preparazione la pubblicazione del terzo volume sull’800.